PERCHÉ SI È PELLEGRINI, SEMPRE

PERCHÉ SI È PELLEGRINI, SEMPRE

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IN VIAGGIO COME PELLEGRINI
Le parrocchie di S. Maria e di S. Giuseppe hanno organizzato – come da diversi anni ormai – un pellegrinaggio internazionale. Dal 24 al 30 agosto i nostri pellegrini visiteranno Santiago e altri centri di interesse culturale e religioso. Un bel segno di comunione e di cammino condiviso nella luce della fede e della fraternità. Pubblichiamo alcune immagini della prima giornata vissuta a Porto alla scoperta del Centro storico e della sua splendida Cattedrale. Il fresco e la pioggia non hanno scoraggiato i pellegrini sostenuti dalla preghiera e dal canto gioioso.
SULLA TOMBA DI SAN GIACOMO
Martedi 25/08 il nostro gruppo è giunto a Santiago per la visita guidata alla Città tanto cara ai pellegrini di tutto il mondo. Ad accoglierci vi era il giovane Joaquin, guida turistica, che ha illustrato la storia della Città prima e dopo la scoperta delle reliquie del Santo. Con lui abbiamo scoperto gli angoli più suggestivi del centro storico, le tradizioni e le istituzioni locali, le curiosità legate al cammino dei pellegrini nel passato e nel presente. Molto interessante è stata la descrizione delle facciate della Cattedrale con il rimando alla storia della salvezza e alla liberazione dai “mori” nel nome di S. Giacomo. Non poteva mancare la visita alla tomba dell’Apostolo e la S. Messa all’altare maggiore con la partecipazione dei pellegrini di tutto il mondo. Il pomeriggio ci ha aperto il cuore poi nella scoperta della bellezza della città portuale de La Coruña con il suo antichissimo faro di origini romane che – ristrutturato nel ‘700 – risulta oggi il più antico funzionante al mondo. Anche la splendida veduta sul mare che circonda la Città, conosciuta anche per le sue strade ricche di negozi, ha catturato non poco l’attenzione. Nel viaggio di ritorno sia don Luca che don Domenico hanno aiutato a rileggere in chiave spirituale tutta la giornata che si è conclusa con la preghiera del Rosario.
IL TEMPO PER SÉ 
Mercoledi 26/08 il nostro gruppo ha vissuto un tempo più disteso a Santiago per approfondire in autonomia il messaggio ricevuto. Una buona fetta dei partecipanti ha voluto fare il cammino a piedi dall’albergo alla Cattedrale pregando un rosario. Ognuno comunque  è tornato sul luogo più importante della Città per visitare ancora la tomba dell’Apostolo e subito dopo entrare in un museo o in qualche altra chiesa tra il romanico e il barocco. Una mattinata insomma all’insegna della preghiera, dell’approfondimento e, perché no, alla ricerca di qualche ricordino. Un tempo per sé stessi e per le cose che ci stanno a cuore. Quello che più ci ha colpito è stata la numerosa presenza di giovani in cammino e nelle celebrazioni. Subito dopo il pranzo il nostro gruppo si è organizzato per il viaggio verso Leòn, approfittando del tempo in autobus per condividere le proprie impressioni sull’esperienza: la speranza è viva ogni volta che si decide di ricominciare. Non poteva mancare la celebrazione della S. Messa portando nel cuore tutte le intenzioni del mondo e ancora un po’ di tempo per i canti in allegria per sentirsi uniti nella gioia del Signore.
LE MAESTOSE CATTEDRALI
Nella giornata di giovedì siamo stati sovrastati dalla bellezza delle cattedrali gotiche. Al mattino, con la visita guidata a Leòn, la preghiera si è tenuta nella Chiesa di S. Marcelo, patrono della Città, in cui abbiamo riscoperto la vocazione universale alla santità alla scuola di questo soldato martire del III secolo. Insieme a lui daranno la vita per la fede i 12 figli e sua moglie. La mattinata ha visto poi una tappa davanti alla Casa Botines progettata e realizzata da Gaudí e subito dopo la visita all’antica chiesa romanica di S. Isidoro di Siviglia. La scoperta più sorprendente è stata la maestosa Cattedrale dedicata a S. Maria di Regla: i tre rosoni, le grandi vetrate colorate, gli affreschi, le statue di pietra e di legno dipinto, gli organi a canne, il coro ligneo e i pulpiti hanno semplicemente incantato tutti noi. Subito dopo, nel tempo libero, ognuno ha potuto apprezzare le bellezze e le bontà della Città, compreso il ricchissimo museo di S. Isidoro e il suggestivo palazzo del Conde Luna.
Nel pomeriggio ci siamo recati a Burgos per una prima visita alla cattedrale e per  un momento di adorazione silenziosa a cui è seguita la S. Messa nella cappella che custodisce il Cristo di Burgos, crocifisso rappresentato con una caratteristica “gonnella”.
BELLEZZA CHE RAPISCE
Venerdi 28 agosto abbiamo senz’altro vissuto uno “stordimento” collettivo dovuto all’eccesso di bellezza. Accompagnati dalla guida abbiamo conosciuto meglio le origini dell’antica Burgos e dei Re e dei Vescovi che ne hanno fatto grande il nome. Il giro è iniziato dalla porta di S. Maria che presenta sulla facciata le statue della Madonna e dell’Angelo protettore, ed in basso gli uomini illustri che hanno esaltato la grandezza della Città come il fondatore Diego Rodríguez Porcelos, El Cid Fernán González e lo stesso imperatore Carlo V.
Affiancando il fiume Arlanzòn, abbiamo poi apprezzato i riferimenti alla cultura del passato e del presente che hanno avuto importanti protagonisti ed ispiratori di Burgos. L’esperienza più forte è stata senza ombra di dubbio la visita alla Cattedrale di S. Maria Maggiore che è patrimonio dell’UNESCO per diversi motivi che la rendono unica: le più antiche alte guglie gemelle di Europa, il tamburo della cupola che arriva a 54 metri di altezza, la scala dorata (pietra e ferro dorata) copiata successivamente in più parti del mondo, la cappella di Sant’Anna con le bellissime e delicatissime pale di altare (in legno dorato). I più grandi artisti spagnoli e non solo (si pensi al francese Filipe de Vigarny  e al napoletano Luca Giordano) si sono avvicendati dal XIII al XX secolo nella Cattedrale che, per la concentrazione di capolavori, è davvero rimando all’ineffabile Bellezza. Una bellezza che toglie il fiato. Dopo un po’ di tempo libero ci siamo rimessi in viaggio verso Bilbao facendo tappa a Vitoria Gasteiz nota per i suoi immensi parchi verdi e per il suo elegante centro storico. Molto curato qui anche il museo diocesano all’interno della Chiesa dell’Immacolata che offre al visitatore opere provenienti da chiese tra il X-XVIII secolo spesso distrutte da terremoti o saccheggi.
NON SOLO IL PASSATO
Nella giornata di venerdì 29/08 accompagnati dalla guida abbiamo scoperto Bilbao o forse sarebbe meglio dire le città di Bilbao, visto che la parte antica fu considerata un capitolo da mettere da parte dopo le numerose e devastanti alluvioni del fiume Nervión in vista di una ricostruzione della zona nuova. Il risultato? È che oggi si viene a Bilbao non tanto per il suo centro storico ma per come tra il XIX e XX secolo gli amministratori  hanno saputo coinvolgere i più famosi architetti per una realizzazione di quartieri vivibili e con attrazioni contemporanee. Tra le opere visitate si possono elencare la basilica di Nuestra Señora de Begoña, il parco del monte Artxanda con il suo suggestivo panorama sulla Città, Il ponte sospeso di Biscaglia e soprattutto il museo di Guggenheim con la sua superba architettura progettata da Frank Gehry. Nel tempo libero del pomeriggio in diversi sono tornati proprio in questo museo di arte contemporanea che con la sua struttura in pannelli di titanio è già in sè un’opera d’arte con la sua forma di immensa barca. All’interno e all’esterno le opere custodite facilitano una interazione tra oggetto e visitatore incoraggiando in dialogo interiore che spinge verso gli interrogativi più profondi. In serata tutti i pellegrini si sono ritrovati per la S. Messa conclusiva nella chiesa di S. Francesco.
IL VERO PELLEGRINAGGIO…DALLA PORTA DI CASA NOSTRA
Domenica 30 agosto siamo rientrati a Vasto  approfiffando del viaggio in autobus per fare memoria del bello e buono che abbiamo ricevuto nei giorni di visita a Santiago e dintorni. Tutti noi abbiamo potuto apprezzare la gioia di essere Chiesa non solo perché espressione di due comunità diverse (S. Giuseppe e S. Maria Maggiore) che camminano insieme, ma anche per la comunione generata – nonostante la lingua diversa in Spagna –  dalla medesima fede, dalla medesima Eucaristia e dal medesimo Signore. Tutti siamo tornati edificati dalla bellezza delle pietre e delle decorazioni delle Cattedrali visitate, ma ancor di più dal valore delle “pietre vive” dei giovani e adulti che cercano di nutrire la fede andando a Santiago e nei diversi luoghi di culto. È stato bello, insomma, raccontarci la gioia di superare le difficoltà insieme, sforzandoci di accogliere l’altro nel cuore. Con l’aiuto e la guida di Don Domenico e Don Luca poi abbiamo vissuto la spiritualità che sposa il vissuto e il tessuto umano di un popolo. Rimane insomma la gioia di aver riscoperto le comuni radici cristiane che, come in passato, devono ancora produrre  frutti di fede affinché la voce di Cristo continui a rimettere in cammino gli uomini nei sentieri di verità, giustizia e fraternità. Ci siamo così augurati di non perderci di vista domenica dopo domenica: si è pellegrini, sempre, quando davvero si prende la decisione di esserlo visto che il primo pellegrinaggio inizia dalla porta della nostra casa, ogni giorno.

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