Anche nella quinta domenica di Quaresima il Vangelo ha rimandato ad un simbolo battesimale: la veste bianca. In effetti, nel giorno del Battesimo siamo chiamati per nome e siamo lanciati verso la “vita per sempre”, uniti a Dio: la morte – che non possiamo evitare – non può avere l’ultima parola e non può piacere a Dio, visto che Egli è il Signore della Vita.
Don Domenico ha richiamato così l’attenzione sull’amore profondo che Gesù nutriva per Maria, Marta e Lazzaro ma che non ha escluso momenti di fatica e di incomprensione: “se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto”, dicono la sorelle al Maestro. Proprio quel ritardo potrà farci sentire per sempre vicino il Vangelo, visto che capita anche a noi di lamentarci del silenzio e del ritardo di Dio che a volte ci “delude” nelle nostre aspettative. Solo la fede ci fa continuare a sperare e ad uscire dai pensieri di tristezza, solo la fede ci fa uscire dai nostri sepolcri alla scoperta dell’Amore di Cristo che non ci abbandona mai, nemmeno nei momenti di profonda solitudine. Il cartellone quaresimale ha accolto così l’immagine di una veste bianca che richiama la dignità battesimale e la vita nuova in Cristo. Come Lazzaro è chiamato fuori dal sepolcro, anche noi siamo continuamente chiamati a uscire da ciò che ci chiude e a vivere da risorti, nella libertà dei figli di Dio.
Al termine della celebrazione, il parroco ha mostrato ai fedeli la reliquia della S. Spina nel suo ostensorio solenne annunciando così l’apertura della Quintena.

















