La quarta domenica di Quaresima si è tinta di rosa per ricordare il verbo della gioia – “letare” – che stempera il viola, visto che la Pasqua è sempre più vicina. Il parroco ha incoraggiato i fedeli a superare la tristezza e a vincere la tentazione di sentirsi abbandonati; sull’esempio del cieco nato è possibile affrontare la vita dando fiducia alle parole di Gesù e affrontare il cammino. Il cieco si mette in viaggio con il fango spalmato sugli occhi ricordandoci che occorre rinnovare la fede nella Sua Parola che diventa luce per tutti. Sebbene Gesù abbia compiuto alcuni prodigi, non ha guarito tutti i malati ma a tutti chiede di fidarsi come ricorda il Salmo 22: “Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché tu sei con me”. A questo proposito Don Domenico ha invocato per l’assemblea il dono della Grazia del Signore perché ognuno possa aprire gli occhi del cuore e con umiltà, senza pregiudizio, riconoscere il passaggio del Maestro nel quotidiano. Tutti sono stati invitati quindi per un attimo a chiudere gli occhi per una preghiera del cuore mentre sul cartellone della Quaresima, è stata collocata una immagine che riproduceva uno sguardo luminoso. Gli occhi aperti rappresentano uno sguardo nuovo, capace di vedere con il cuore. Nel Battesimo riceviamo la luce di Cristo che ci aiuta a riconoscere la verità, a discernere il bene e a non rimanere prigionieri delle nostre cecità.
OCCHI APERTI
2026-03-16








