Nella terza domenica di Quaresima i bambini e i ragazzi hanno fatto tappa al pozzo di Sicar per imparare da Gesù come gestire la fatica del viaggio. Il Vangelo della domenica parlava dell’incontro con la Samaritana che si vergogna dello sguardo giudicante della gente (aveva avuto 6 uomini): lei – che preferiva evitare gli altri – si accorge che Gesù la stava aspettando. Il Messia non esclude lo straniero né il diverso, Egli non ha paura di dialogare con chi ha sbagliato trascinandosi il peso del peccato.
Occorre però desiderare l’acqua viva che disseta per sempre, riconoscere l’urgenza di quell’incontro con lo Sposo dell’anima che è Dio. A significare il desiderio di vita vera, i bambini hanno consegnato l’acqua benedetta al parroco che ha asperso l’assemblea per richiamare l’immersione nel battesimo che ci rende creature nuove capaci di portare vita agli altri. Una vita che si riceve e si trasmette accogliendo l’Amore di Dio che solo può riempire il vuoto interiore dell’uomo.
L’acqua viva donata da Gesù è segno della vita nuova che scaturisce dal Battesimo. Come la Samaritana, anche noi siamo invitati a riconoscere la nostra sete profonda e ad accogliere il dono di Dio che rigenera e sostiene il cammino.

















