VASTO – Un silenzio intenso e partecipe ha accolto l’incontro-testimonianza con la cooperante internazionale Giuditta Brattini, rientrata in Italia dall’esperienza a Gaza, ospite degli adulti di Azione Cattolica e della intera comunità parrocchiale di Santa Maria Maggiore in Vasto. Un momento di ascolto profondo, segnato da parole forti ma cariche di speranza.
Giuditta ha raccontato la quotidianità di una popolazione stremata dalla guerra, affermando con chiarezza come solo il dialogo possa evitare la distruzione. «Dove c’è ingiustizia, dove il diritto è assente o negato, non potrà mai costruirsi la pace», ha sottolineato. «Ciò che nasce dalla violenza e dall’ingiustizia è destinato a fallire».
Il suo racconto si è soffermato in particolare sul dramma dei bambini di Gaza: vite spezzate, infanzie sospese tra macerie e paura. Eppure, proprio nei loro occhi e nei loro sorrisi si accende una luce inattesa. «Il sorriso di un bambino, anche in mezzo alla devastazione, è il segno più autentico della speranza», ha detto. Un sorriso fragile ma potente, capace di ricordare che l’umanità non è stata cancellata.
La cooperante ha parlato anche del dolore, un’esperienza che segna profondamente chi la attraversa. «Il dolore può trasformarci», ha spiegato, «non per renderci uguali agli attori del genocidio, ma per farci diventare uomini e donne nuovi, testimoni di speranza». Una trasformazione che passa attraverso la scelta di non cedere all’odio, di non lasciarsi definire dalla violenza subita. E in questo passaggio Giuditta ha voluto sottolineare quanto importante sia il ruolo della famiglia nella comunità in cui siamo chiamati a vivere ed operare anche come comunità cristiana.
L’incontro si è concluso con un momento di preghiera condivisa ed offerta dal ns assistente don Domenico con l’impegno, da parte della comunità, a non restare indifferente. Perché la pace non è un’idea astratta, ma una responsabilità concreta che nasce dal riconoscimento della dignità di ogni persona e dal coraggio del dialogo.
Angelo Primiano








