DAL PERCHÉ AL COME

DAL PERCHÉ AL COME

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Domenica 23 novembre Bucchianico ha ospitato la 40ª Giornata diocesana dei giovani con una rappresentanza anche dalla nostra Parrocchia. Il pomeriggio si è aperto con un canto di fraternità gioiosa a cui è seguito un messaggio del nostro Arcivescovo Padre Bruno ispirato a cinque parole: ricerca, amore, Gesù, legame e servizio. Subito dopo ha preso la parola Don Francesco Buono da Perugia che ha condiviso la sua testimonianza a partire dal suo servizio come insegnante di religione e poi come parroco. Don Francesco ha interpellato i giovani sulle vere domande che ognuno si porta dentro alla luce del dolore che affiora in occasioni quali la perdita di un amico, la scoperta di una malattia o l’esperienza di una tragedia improvvisa provocata da una calamità naturale. “Dov’è il Signore in quei momenti?” Questa la domanda che veniva offerta ai giovani attraverso gli esempi concreti presi dalla vita dei ragazzi. Il relatore ha perciò invitato a cercare Dio non solo nelle esperienze di bellezza e di gioia ma anche nelle pagine drammatiche della propria storia. L’assemblea ha seguito, con profondo silenzio, Don Francesco che ha invitato tutti a passare dal “perché” al “come”. Anche Gesù infatti sulla croce ha gridato: “Mio Dio, mio Dio perché mi hai abbandonato?” Ma ha ha concluso la sua vita con l’atto di abbandono: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. Tutto questo ci ricorda come nelle sofferenze e nelle ingiustizie non basti interrogarsi sul senso, né si potrà risolvere ad ogni costo il problema in chiave “miracolistica”; occorrera’ passare “dal perché al come”, ossia rimettere la propria vita al servizio degli altri a partire dall’ascolto, dalla vicinanza facendo un tratto di strada con chi soffre. “Che cosa ha fatto Dio per chi soffre? Ha fatto te”, con queste parole Don Francesco ha invitato i giovani a mettersi in ascolto del dolore degli altri – e in particolare dei ragazzi – senza mai banalizzare o ridicolizzare le ferite. Molte sono state le domande fatte dai giovani che poi hanno depositato le loro preghiere scritte su un foglio davanti l’urna delle reliquie di S. Camillo per ritrovarsi nella S. Messa conclusiva presieduta dall’Arcivescovo.

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