SAN CESARIO: DALLA PAURA ALLA FIDUCIA ALLA TESTIMONIANZA

SAN CESARIO: DALLA PAURA ALLA FIDUCIA ALLA TESTIMONIANZA

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Tempesta, paura, fiducia, fedeli, spighe, bambini, solennità, supplica e speranza. Sono le parole che sintetizzano la Festa di San Cesario, iniziata con una notte tempestosa caratterizzata dalle raffiche distruttive, che però non hanno impedito ai fedeli di ritrovarsi per le celebrazioni mattutine in Cripta. Dinanzi alle reliquie del Martire, infatti, in diversi si sono nuovamente affidati a Dio e hanno potuto riflettere sull’urgenza di una testimonianza autentica di fede nel tempo presente. Don Domenico ha ricordato come troppi cristiani si accontentino di “baciare il Bambinello a Natale, di riportare l’ulivo alle Palme o l’acqua benedetta a Pasqua”, trascurando purtroppo l’esempio – giorno dopo giorno – di quella fedeltà a Gesù che esige coraggio, amore e servizio. Le celebrazioni sono state occasioni per ricordare l’affidamento a Dio nelle difficoltà della vita senza lasciarsi vincere dalla paura, mettendo in conto la fatica del giudizio degli altri:il dolce “La spiga di San Cesario” rimanda proprio a quell’essere macinati come il grano per offrire il cibo buono di Cristo all’umanità. Nel pomeriggio è stato particolarmente significativo l’incontro in chiesa con i bambini e i ragazzi del catechismo; la breve catechesi del Parroco ha introdotto la preghiera davanti alle reliquie e alla statua che riporta ai suoi piedi una città diroccata, a ricordo della intercessione di San Cesario contro il terremoto. A conclusione della giornata si è tenuta la solenne Celebrazione Eucaristica con i fedeli e la Confraternita della Sacra Spina, presieduta da Mons. Emidio Cipollone Vescovo di Lanciano Ortona, che ha sottolineato nell’omelia come sia “inevitabile essere perseguitati quando si vuole vivere da discepoli di Gesù nella certezza che tutto rende testimonianza di qualcosa, anche la distruzione rende testimonianza della tempesta; ma il cristiano non può che rendere testimonianza di Colui che ha dato la vita per il mondo”. Dopo la breve processione all’interno della Chiesa, il Vescovo ha proclamato la Supplica composta nel 2016 – anno del Terremoto a Norcia – per poi dare la benedizione conclusiva.

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