LA CAPPELLA DEL SACRO CUORE: UN METICOLOSO LAVORO DI RESTAURO

LA CAPPELLA DEL SACRO CUORE: UN METICOLOSO LAVORO DI RESTAURO

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Domenica 10 luglio a Santa Maria Maggiore sono stati presentati i lavori di restauro effettuati nella cappella del Sacro Cuore. Al termine della Messa, i nuovi fari accesi hanno permesso ai fedeli di apprezzare i colori e le forme restituite al loro splendore. Il primo a prendere la parola è stato il parroco che ha ricordato le origini della devozione al Sacro Cuore che attinge dal Vangelo di Giovanni (13,23) in cui il Discepolo amato si piega sul petto del Maestro per conoscere il nome del traditore: solo avvicinandoci al Cuore di Gesù conosciamo le profondità del suo amore e del suo dolore. Don Domenico ha poi citato le visioni avute da S. Margherita Maria Alacoque tra il 1673 e il 1675 in cui si chiedeva di divulgare il culto al Cuore di Cristo incoraggiando la preghiera di riparazione. Alla tanta indifferenza da parte degli uomini verso l’Amore di Dio, solo con  l’amore dei figli si poteva riparare. A seguire, attraverso le immagini si è arrivati a scoprire come la cappella di S. Maria Maggiore è stata realizzata subito dopo l’approvazione di Papa Pio IX, trovando il suo completamento nel 1865. La parola è poi passata ai restauratori che hanno concretamente lavorato sulle mura. Michele Massone si è soffermato sugli interventi  che si sono susseguiti sulla cappella dai primi del novecento agli anni sessanta facendo notare come, proprio i lavori effettuati negli ultimi anni, hanno fatto apprezzare meglio il patrimonio consegnatoci dai padri. La restauratrice Lucrezia Lalli si è poi soffermata sui particolari del consolidamento strutturale (perni e resine speciali) e sui sondaggi effettuati per il recupero delle tinte originali facendo notare come i vari passaggi di pulizia e di ripristino abbiano richiesto molto tempo e risorse. Alla restauratrice Michela Tavano il compito di mostrare, sempre con le immagini, i passaggi necessari alla ricostruzione delle parti ammalorate dalle infiltrazioni d’acqua oltre che alla riproduzione delle lacune ricreando le tinte originali. Le stesse tele che riproducono il Triduo Pasquale sono state pulite e ravvivate in modo da mostrare ancora meglio il cuore del messaggio cristiano. I presenti hanno così potuto apprezzare le foto del prima e del dopo intervento, cogliendo il lungo lavoro portato avanti con scrupolosità e metodo.

Don Domenico ha concluso la serata ringraziando tutti i presenti, i restauratori, i muratori e la Ditta Di Stefano Costruzioni, incoraggiando a sostenere economicamente questa opera che restituisce ancora più bellezza non solo ai fedeli o ai vastesi in genere, ma anche ai numerosi turisti.
Per chi volesse contribuire è possibile lasciare la propria offerta nel candeliere davanti alla Cappella oppure attraverso L’IBAN:

Parrocchia Santa Maria Maggiore

Via S. Maria 66054 Vasto (Ch)

IBAN: IT 57 W 08189 77910 000000006140

 

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